Zuccheri amici e nemici: come orientarci nella scelta

 

L’apporto di carboidrati all’interno di un’alimentazione sana e bilanciata è importante. I cereali rientrano nella categoria dei carboidrati e sono alimenti che danno al nostro organismo energia, minerali, vitamine e fibre.
Il 60%-70% dei cibi che mangiamo però contiene ingredienti raffinati: cereali brillati, farine bianche, zuccheri, grassi e oli idrogenati. L’espressione “ingredienti raffinati” in questo caso non sta “per palati fini”, ma indica cibi sottoposti a lavorazioni industriali che trasformano o impoveriscono l’alimento.

I cereali raffinati, ad esempio, sono ridotti all’endoderma, la parte più interna del chicco ricca di amidi e zuccheri, ma sono privi del germe, il rivestimento esterno del chicco che contiene fibre, sali minerali e vitamine. Un consumo elevato di cibi raffinati può portare a carenze nutrizionali e all’aumento della quantità di zucchero nel sangue, la glicemia.

Il pancreas endocrino è perciò costretto a produrre repentinamente più insulina, l’ormone che serve a stivare gli zuccheri: si crea una sorta di circolo vizioso in cui, dopo picchi di insulina repentini si hanno bruschi cali di glicemia e sentiamo nuovamente bisogno di mangiare.

Una buona soluzione? Scegliere cereali integrali che, grazie al loro germe ancora intatto, consentono un’assimilazione degli zuccheri più lenta e graduale, con il valore aggiunto delle fibre, delle vitamine e dei sali minerali in esso contenuti. Possiamo abbinare i cereali integrali alle bacche, ai semi oleosi, ai legumi o alle verdure di stagione, per ottenere tutti i nutrienti necessari al nostro organismo.

Un esempio? A metà mattinata provate un cucchiaio di bacche di goji con una manciata di cereali integrali soffiati: è lo spuntino ideale per spezzare la fame e recuperare energia senza rinunciare a gusto e leggerezza.

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