“Le fiabe per dare forma al nostro futuro”

 

INTERVISTA A CARLO PRESOTTO

Come si scrive una fiaba? A chi si racconta? E se fanno paura? Un’intervista per scoprirlo.

Carlo Presotto, autore della fiaba “Rodi rodi morsicchia” ed attore di molti spettacoli tra cui “Ho un lupo nella pancia” si racconta e ci svela alcuni segreti sulle fiabe!

 

1- Ci dici qualcosa di te? Il tuo sport preferito? Il tuo piatto preferito?
Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace, e che mi permette di vivere esperienze imprevedibili e sempre diverse. In due parole: mi occupo di raccogliere e raccontare storie, per piccoli gruppi o per grandi palcoscenici. Con me lavorano molte persone, con le quali condivido la fatica di fare teatro. Ma anche le grandi soddisfazioni che il teatro può dare alla nostra vita. Dato che sto sempre in mezzo a molte persone, il mio sport preferito è anche il mio riposo preferito: salire in montagna, camminando, in bicicletta o con cintura, moschettone e caschetto. Mangio veramente di tutto, ma il mio piatto preferito rimangono le trenette con il pesto (fatto col basilico di Genova).

2- Perché si raccontano le fiabe?
Noi raccontiamo fiabe per dare forma al nostro futuro. Per darcene ragione, ma soprattutto per aprirne l’orizzonte. Non solo, noi le raccontiamo ai bambini proprio perché loro sono “materialmente” il futuro che vive nel presente.

3- Una domanda da grandi. Questa storia è molto simile a quella di Hansel e Gretel, com’è possibile riscrivere una storia? E come si decide cosa cambiare?
Questa “è” la storia di Hansel e Gretel. O meglio è una delle possibili (infinite) passeggiate nel bosco di Hansel e Gretel. Le fiabe, a differenza da altri generi di racconti, nascono come racconti fatti a voce. E ancora oggi alcuni, rari, adulti, “narrano” le fiabe ai bambini. Una fiaba narrata a voce è come una farfalla che si fa portare dal vento dell’estate. Una fiaba su di un libro è come una bella farfalla nella bacheca di un museo. Questo libro nasce così: 1) ho riletto la fiaba sul libro di quando ero piccolo. 2) ho iniziato a raccontarla a dei ragazzi, dimenticando, cambiando le parole, inventando. Ma soprattutto facendomi guidare dai loro sguardi, dai momenti in cui trattenevano il respiro, dalle loro risate. 3) dopo averla raccontata almeno 20 volte ho scritto quello che mi ricordavo, come se stessi raccontandola a voce.
4) l’ho riletta ed ho ripassato le parole lucidandole.

4- A molti questa fiaba ha sempre fatto paura a causa del bosco e del senso dell’abbandono, è giusto raccontarla?
La fiaba, come la vita, è fatta di cose belle e di cose meno belle, di luci e di ombre, di gioie e di dispiaceri. Ogni fiaba nasce da qualcosa o qualcuno che viene a mancare. Ed è per colmare quella mancanza che l’eroe si mette in moto. E’ giusto raccontare la vita anche in forma di sogni, come fanno le fiabe? Secondo me si, perché altrimenti lasciamo le persone più piccole di noi da sole di fronte ad essa. Ed allora può diventare più faticoso riconoscere il luccichio di una grande gioia, o stringere i denti per superare una prova, o trovare il coraggio per sconfiggere ciò che ci fa paura. La fiaba è una palestra delle emozioni.

5- Fino a quale età è giusto leggere le fiabe?
Perché, a un certo punto bisogna smettere? ops, non me ne sono accorto.

6- Qual è la tua fiaba preferita?
Il buon piccolo Carletto, una fiaba che adoravo quando ero piccolo. Forse perché mi identificavo nel protagonista, che si chiamava come me! E Carletto impara anche a cucinare, per ottenere la medicina che guarirà sua mamma. C’era una bellissima immagine, in cui il protagonista cavalcava un gallo.

 

Scarica l’audio fiaba a questo articolo: “Audio-favola Rodi rodi morsicchia“

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