Il gusto sin dalla pancia della mamma

 

I sensi si sviluppano nel periodo embrionale a partire dalla settima settimana di gestazione.

Il primo che si sviluppa è il tatto, l’ultimo è l’udito; le papille gustative  si formano tra l’ottava e la dodicesima settimana e il bambino riesce ad apprezzare i sapori che gli giungono tramite il liquido amniotico. Nel ventre materno percepisce sapori diversi dati da zuccheri, amminoacidi, acidi grassi, sali minerali e ovviamente dai sapori dell’alimentazione della mamma; anche i composti aromatici presenti nel liquido amniotico stimolano i recettori del gusto del piccolo.

Alla nascita perciò il senso del gusto è già abbastanza sviluppato ed i sapori che piacciono di più al neonato sono quelli che “ha assaggiato” durante i nove mesi. Diversi studi con hanno messo in evidenza il gradimento dei neonati per il sapore dolce, il latte stesso della mamma è dolce, infatti contiene diversi zuccheri, fra i quali il lattosio.

Questa preferenza per il sapore dolce ha un senso evolutivo: il dolce rappresenta il “gusto della sicurezza”, mentre sapori come l’aspro o l’amaro mettono in guardia per identificare cibi tossici o avariati.

Un’ulteriore fase molto importante per la scoperta dei sapori è il divezzamento: il filtrato vegetale è un alimento soprattutto di valenza sensoriale per il bambino, più che di valore nutrizionale.

Il valore emozionale legato all’alimentazione è sempre importante, i bambini infatti amano soprattutto i cibi che hanno gustato in momenti piacevoli e tendono a rifiutare pietanze che ricollegano a vissuti negativi. Non a caso cibi succulenti vengono proposti nei momenti di festa, mentre cibi semplici e magari meno saporiti, tra cui le verdure, vengono mangiati spesso al motto di: “mangia che ti fa bene!”.

Per educare ad una sana varietà alimentare (e di sapori!) è importante proporre diverse pietanze, rispettando la stagionalità di frutta e verdura e preferendo magari la frutta disidratata, come le bacche, e i semi alla frutta quella fuori stagione.

Noi genitori, come gioco e con senso propositivo possiamo trasmettere loro l’ampia varietà di sapori. I bambini, lo sappiamo, imitano mamma, papà e fratelli, quindi possiamo influenzarli positivamente mangiando alimenti sani, di stagione e trasmettere loro il senso del “buon gusto”.

Commenti

commenti