Sfamare o nutrire, questo è il dilemma

 

“Mamma, mamma ho fame…”

Che bello sentir pronunciare questa frase dai nostri bambini. Racconta il desiderio di crescere, racconta un processo in divenire che accompagniamo con tutto l’amore necessario. Ma perché mangiamo? E perché ci ripetono in continuazione di fare attenzione a cosa mangiamo?

Il nostro corpo è una macchina meravigliosa. Lo nutriamo con alimenti, cibo che in genere preferiamo ben gustoso, perché possa essere trasformato in energia e… altro “materiale da costruzione”.

Ogni gesto, ogni movimento volontario o involontario, ogni pensiero, ogni ginocchio sbucciato con conseguente rigenerazione dei tessuti, consuma energia. Si tratta di un’energia chimica, che viene debitamente stivata in particolari molecole, pronta per essere utilizzata al momento opportuno.

I materiali da costruzione, i piccoli mattoni, sono appunto le molecole con cui l’organismo umano costruisce se stesso, o ripara, o sostituisce quelle parti che continuamente si consumano o muoiono. Sono infatti miliardi le cellulle del nostro corpo che ogni giorno muoiono e devono essere rigenerate.

Diventa allora fondamentale conoscere il cibo per capire quali alimenti possano rappresentare i migliori alleati nella costruzione del corpo, tanto più se pensiamo all’alimentazione del nostro bambino.

Spesso siamo spinti dall’istinto di sfamarci con un pasto e di sfamare i nostri bambini, eredità forse di un dopoguerra in cui c’era necessità di riscattarsi e stare bene. Ma cosa vuol dire davvero star bene? Mangiare quel che ci piace quanto e quando vogliamo? Questo è sfamarsi.

Cosa significa invece nutrirsi?

Dare all’organismo il giusto, ciò di cui ha bisogno per funzionare correttamente, scegliendo cibi vitali, cibi fonte di energia e gustosi non solo buoni perché pieni di calorie, coloranti edulcoranti conservanti e chi più ne ha più ne metta.

La differenza in questo caso è davvero sostanziale… Scopriamola in questo viaggio insieme

Commenti

commenti